LA VIRIDITAS DI HILDEGARD VON BINGEN
La mistica visionaria chiamata La Bocca Di Dio
L’uomo è parte del Cosmo e il Cosmo è posto al centro di Dio
«In tutta la natura, negli animali, nei rettili, negli uccelli e nei pesci, nelle piante e negli alberi, si celano tali misteri divini che nessun uomo né alcun’altra creatura potrebbe conoscere o percepire se ciò non gli fosse concesso come dono particolare».
Secondo Hildegard von Bingen, la monaca che fu anche scrittrice, poetessa, musicista, filosofa, mistica, guaritrice, naturalista, cosmologa e consigliera politica nella Germania del 1000, era molto importante la Viriditas, l’energia vitale nel rapporto tra l’uomo e la natura. Riteneva, infatti che la natura fosse una preziosa alleata per guarire tutte le malattie che l’uomo potesse accusare.
La figura di Hildegard Von Bingen porta luce in un periodo buio e la sua voce fu ascoltata dai più potenti del tempo, cosa alquanto strana per una donna del tempo. Proponeva un sistema di cura che nasceva dalle visioni spirituali che aveva e che trascrisse fedelmente, come lei stessa sosteneva per ordine divino.
Fin da piccola fu destinata alla vita monacale e già dall'infanzia iniziò a mostrare delle qualità straordinarie dove il fenomeno delle visioni si fece più frequente; di queste sue visioni raccontò poco poiché ben presto si rese conto che era solo lei ad averle. Fu all'età di 40 anni che ebbe una visione celeste di un immenso splendore in cui una voce le ordinava di annunciare e scrivere tutto ciò che vedeva e ascoltava. Ripetendole tali e quali.
Dapprima spaventata, cercò di sottrarsi a quest'ordine così perentorio, ma come sempre quando si rifiutava, si ammalò e rimase immobilizzata a letto finché non si decise a scrivere. Improvvisamente guarì e da allora per tutti gli anni successivi scrisse tutto ciò che vedeva e sentiva. Continuò a scrivere opere straordinarie per tutta la sua vita, poiché le sue visioni non smisero mai, continuarono sempre fino a quando morì all'età di 81 anni.
Per scrivere ideò anche una lingua misteriosa e che utilizzò per scrivere diverse composizioni musicali, poiché credeva che con la musica e il canto l’anima si sarebbe ricordata dei suoni della patria celeste e ricevere così un tenue eco della bellezza della vita nell’Eden.
Ad Ildegarda interessava l’uomo nella sua interezza, corpo e anima, infatti si rifiutava di vedere i mali del corpo fine a se stessi. Considerava l’uomo centro del cosmo e il cosmo, è per essa posto al centro di Dio; in questo modo tutto può essere ribaltato perché il cuore dell’uomo e il cuore di Dio finiscono per incidere, centro su centro, e il cuore dell’uomo risulta essere il “luogo” nel quale è possibile ritrovare la totalità di Dio.
Per Ildegarda il concetto di Viriditas era esprimere esattamente quella forza meravigliosa che rigenera costantemente gli esseri del regno vegetale e che proprio per questo li rende così importanti per l’uomo che voglia recuperare o mantenere la propria salute. Secondo lei il fine del trattamento è proprio quello di restituire al malato quella Viriditas che egli ha perduto con i suoi errori e con la sua ignoranza, causando la malattia. Per Ildegarda infatti la Viriditas pervade tutto ciò che vive e vegeta, la considera l’energia prima che Dio ha alitato sulle cose per riempirle di vita. La sua funzione è quindi il rigoglio, la forza generativa e moltiplicativa, la perfetta salute, la linfa vitale.
Quello di Viriditas o «Verdeggiante Vigore» è un termine latino che Ildegarda amava usare e ha a che fare con la «potestà maschile e proviene da «vir», termine latino che indica il «maschio maturo», l’uomo nel senso più pieno del termine, cioè colui che è nel pieno possesso della propria forza generante.
Nell’esposizione di Ildegarda questo concetto però assume una valenza femminile, dove si tratterebbe quindi di una virilità tutta al femminile, cosa che si spiega col fatto che la natura nel suo insieme è da sempre considerata come aspetto femminile e materno del Cosmo. Se da un lato la virilità maschile è simbolicamente riconducibile all’Archetipo di Marte e al colore Rosso che gli corrisponde, la Viriditas ildegardiana è simbolicamente riconducibile al colore Verde rappresentata da Venere; tutto questo per dire che in natura esiste una doppia virilità, una maschile e una femminile, e che quella femminile ricorda e riproduce assai meglio di quella maschile la potenza rigenerante e generante della natura.
La linfa vitale che scorre negli alberi era tanto cara agli alchimisti che pensavano potesse sanare corpo e anima. L’uomo è un albero rovesciato che con la malattia ha perso una parte della Viriditas e perciò niente di meglio che una pianta verdeggiante potrà costituire la fonte a cui ri-attingere ciò che è andato perduto per poterlo reintegrare. E secondo l’alchimia questo è vero non solo per il benessere fisico, ma anche per ciò che concerne la sfera psichica e così ritorna l’analogia.
Se sovrapponiamo l’immagine di un uomo a quella di una pianta capovolta possiamo immediatamente vedere l’attinenza che esiste tra la testa dell’uomo e le radici, fra il fusto e le foglie, fra l’apparato genitale e i fiori. Il capo dell’uomo e la radice della pianta sono le parti più dure di entrambi e le più mineralizzate.
La radice affonda le proprie propaggini nel terreno per portare nutrimento sia liquido che solido alla pianta, allo stesso modo nel capo dell’uomo esistono le aperture dalle quali introduciamo il cibo, ma anche le aperture dei sensi per mezzo delle quali estendiamo le propaggini psichiche verso il mondo che ci circonda per succhiarne le sensazioni.
Il torace nel tronco umano corrisponde al fusto e alle foglie, gli organi presenti nella cassa toracica sono deputati alla respirazione e alla circolazione del sangue, lo stesso avviene nel fusto e nelle foglie la quale, oltre a respirare, grazie alla captazione dell’aria e della luce solare ad opera della clorofilla vengono sintetizzate le molecole dei carboidrati. Il meglio della pianta è dato comunque dal fiore, il suo organo sessuale nonché la sua centrale operativa, quella che trasforma gli amidi in zuccheri, ai quali vengono poi associate le sostanze aromatiche.
Ildegarda inoltre nella sua opera include una parte essenziale dove inserisce perfettamente nell'uomo i 4 elementi: Fuoco, Aria, Acqua e Terra e asserisce che il loro equilibrio sia necessario per mantenere la salute ed evitare l'insorgere della malattia. Sosteneva che il fatto che l'uomo e il cosmo siano composti delle stesse sostanze è per lei un nesso inscindibile fra i due. Le parti più lontane del cosmo hanno influenza sull'uomo, le loro energie giungono come raggi attraverso l'atmosfera e sono in grado di influenzare, con i loro ritmi, la condizione dell'uomo. Ciò accade per il fatto che Dio ha plasmato l'uomo stesso come un cosmo in miniatura. Nonostante non avesse fatto studi in medicina, lei partiva dall'importante presupposto che ogni essere vivente è unico e la sua cura prevedeva una purificazione, una dieta e l'utilizzo di rimedi personalizzati preparati con le erbe, con le gemme e i cristalli, ottenendo dei meravigliosi risultati.
Personalmente proponiamo l’antica conoscenza di Santa Hildegard Von Bingen in abbinamento con le onde sonore dei Gong Planetari attraverso l'Alchimia Sonora. (leggi di più)
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